LA MENSA DURANTE L'EMERGENZA COVID-19

8 MARZO 2020
A seguito degli avvenimenti legati al Coronavirus, per tutelare la salute sia dei volontari che degli ospiti, gli spazi della mensa sono rimasti chiusi, in via precauzionale ed in base alle indicazioni fornite dalle istituzioni, cittadine e non solo.
Il servizio per i nostri ospiti non si è però fermato e abbiamo continuato a distribuire a tutti il pranzo al sacco.
 
In questo periodo, non è cambiata solo la modalità con cui distribuiamo il cibo, ma anche il modo di approcciarci con i nostri ospiti. Ciò traspare dalla testimonianza di una nostra volontaria che vogliamo condividere con voi. Buona lettura.
 
“Voglio raccontarvi la mia…la nostra Milano non si ferma.
Voglio raccontarvi una breve storia di volontariato che non si ferma.
Tutto è iniziato grazie alla mia carissima amica Annalisa, già volontaria da circa un anno, alla mensa dell’Opera Messa della Carità di Via Canova a Milano. È lei che il primo Dicembre mi ha presentato al gruppo di volontari della mensa, ed è stato subito amore.
La mia prima volta ero emozionata, adrenalinica, mi sono messa subito al lavoro, ho aiutato in cucina tagliando il pane (anche il mio dito), per poi stare in fondo alla mensa a smistare e portare da lavare i vassoi, a dare indicazioni per chi aveva bisogno del bagno… qualcuno penserà: “che roba è???”.
Questo: stare in mezzo ai nostri ospiti speciali donando a loro un semplice sorriso (perché altro non ho da offrire) e scambiando due parole… Il servizio mi ha riempito il cuore a tal punto da non vedere l’ora di tornare la volta successiva.
Le mie presenze domenicali si sono susseguite in un crescendo di piacevoli sorprese e non posso non raccontarvi alcuni aneddoti rimasti nel cuore, come quella volta che dopo aver aiutato un amico a mettersi sulle spalle il suo gigantesco zaino mi ha abbracciata talmente forte da farmi mancare il respiro per un attimo, ma forse il respiro mi è mancato per l’emozione inaspettata che mi è entrata dentro nel profondo: grazie.
O di quella volta quando una ragazza mentre stava per andarsene, di soppiatto e a testa bassa mi ha preso la mano per stringermela forte, era il suo modo di dire grazie, mi sono commossa: grazie a te giovane donna.
Oppure di quel ragazzo che chiedendomi se poteva dirmi una cosa, (si perché l’educazione regna) mi disse che ero sempre con il sorriso e gentile. È vero: quando sono in mezzo a voi sorrido perché è l’unica cosa che posso regalarvi. Grazie, sono una persona migliore quando sto con voi.
Per non parlare delle diversità di cultura, di religione e quant’altro che svaniscono, si annullano. Basti guardare i tavoli con persone così diverse tra loro, sedute una accanto all’altra a confrontarsi a dialogare, cosa che noi persone “omologate” ci siamo dimenticati come si fa.
Poi è arrivato il Corona Virus e con lui la chiusura di tutti i luoghi di aggregazione e di conseguenza della mensa e allora la preoccupazione è arrivata ma con essa anche la volontà di non fermarsi e di continuare ad aiutare coi mezzi dati a disposizione. Tutti insieme ci siamo rimboccati le maniche e come in una catena di montaggio, ci siamo adoperati per preparare tutti i giorni pranzi al sacco perché la fame non si ferma, la povertà non si ferma, la solitudine non si ferma… e nemmeno noi ci fermiamo coi nostri sorrisi e i nostri pranzi al sacco.
Ogni volta che finisce la giornata non vedo l’ora che arrivi la volta dopo, vorrei conoscervi uno ad uno, sapere le vostre storie, farle conoscere al mondo intero, ad un mondo ignaro e ad una vita a cui si è dimenticata di sorridervi.
Ho condiviso questi pensieri con i miei figli adolescenti (Rebecca e Mattia) che hanno deciso così di uscire per un attimo dal loro mondo protetto, sicuro e anche (perché no?) un po’ virtuale e di mettersi a disposizione di questa bella comunità. Lo hanno fatto con il sorriso e la spontaneità di cui solo gli adolescenti sono capaci e questa nuova esperienza contribuirà sicuramente ad aprire anche le loro menti. È più ciò che tutti noi volontari riceviamo di quanto diamo, speriamo di poter anche fare la differenza per i nostri ospiti domenicali.
Questi siamo noi, questi siete voi: Annalisa, Carlo, Domenico, Paolo, Gianna, Giorgio, Fabio, Damina, Ines, Angelo, Mariana, Pino, Francesco, Ettore, Marco, Stefania e qualche altro migliaio di donne e uomini impegnati nel volontariato nella nostra città.
Questo è la #milanononsiferma
Questi siamo noi #volontariatononsifermamai
Valentina